La Malvasia è uno dei vitigni più antichi del settore enologico italiano. La sua storia va molto indietro nel tempo e le origini si possono rintracciare anche nel periodo del Medioevo. Si tratta di una varietà caratterizzata da una notevole versatilità, con una capacità di adattamento a vari terroir. Questo ha avuto come conseguenza la nascita di tante varietà che si trovano attualmente in molte zone del territorio italiano. La storia della Malvasia è molto interessante e lo stesso si può dire delle sue caratteristiche principali e delle differenti tipologie che sono presenti nella penisola.

Le caratteristiche della Malvasia

Nel vasto panorama vinicolo italiano, caratterizzato da un’infinità di terroir e vitigni autoctoni che lo rendono ricco di soluzioni per i bouquet di vini di ogni tipo (sul portale WineMeridian.com, tra i più autorevoli in questo settore, ne vengono analizzati diversi), la Malvasia emerge come una delle varietà più affascinanti e diversificate. Questo vitigno, diffuso in varie regioni d’Italia, dà origine a una gamma di vini che spaziano da bianchi freschi e aromatici a passiti ricchi e complessi. La sua versatilità è esaltata dalla diversità dei terroir italiani, che conferiscono alle Malvasie nostrane una personalità unica e distintiva.

Le uve Malvasia sono conosciute in particolare per un profilo aromatico che risulta molto complesso e piuttosto intenso. Questo aspetto può comunque cambiare in base alla varietà specifica e alle condizioni che riguardano la coltivazione dell’uva in questione. Solitamente, i vini prodotti con la Malvasia sono vari, dai bianchi ai rossi, passando per i rosati e anche per i dolci e i passiti. Alcuni dei tratti in comune tra le diverse varietà sono quelle che riguardano gli aromi fruttati, floreali e speziati, il tutto con una struttura morbida e con un’acidità piacevole.

La storia della Malvasia

Il nome Malvasia molto probabilmente deriva da Monemvasia, che nell’impero bizantino era un’importante città portuale della Grecia. Proprio da Monemvasia i veneziani cominciarono ad importare un vino aromatico che in poco tempo divenne molto apprezzato nelle varie corti dell’Europa. Nel corso del tempo, il vitigno di cui si sta parlando si diffuse in diverse regioni italiane, adattandosi a vari suoli e a differenti condizioni climatiche e dando origine a tante varietà locali.

I tipi di Malvasia in Italia

Nel nostro Paese sono presenti 19 varietà di Malvasia. Per esempio, si può citare la Malvasia Bianca di Candia, che è diffusa soprattutto nel Lazio e nelle Marche e viene usata per la produzione di vino bianco aromatico e fresco, a volte con sfumature di gusto che ricordano fiori bianchi e frutta matura.

Interessante anche la Malvasia delle Lipari, originaria proprio delle Isole Eolie. La varietà in questione è molto conosciuta per i vini dolci e passiti, che sono contraddistinti dalla presenza di intensi aromi che hanno a che fare con l’albicocca, con gli agrumi canditi e con il miele.

La Malvasia di Bosa è una varietà tipica della Sardegna, utilizzata per produrre vini bianchi, dolci o secchi. Questa varietà è caratterizzata da un profilo complesso dal punto di vista aromatico, dalla presenza di sentori di spezie e mandorle alle note floreali.

Poi c’è la Malvasia Istriana, coltivata in particolare nel Friuli Venezia Giulia, capace di fornire vini bianchi secchi con aromi di fiori bianchi, mela verde e pera. I vini realizzati con questa varietà presentano una buona acidità.

Si può parlare anche della Malvasia Nera, che è presente in Puglia e permette di produrre vini rossi intensi, con note di spezie e frutti di bosco, e della Malvasia di Casorzo, che è coltivata soprattutto in Piemonte, nel Monferrato, utilizzata per la produzione di vini frizzanti e dolci, spesso con aromi di lampone, fiori rossi e fragole.

Di Alessandro Garoffi

Scrivo un blog sulle mie cose preferite e condivido i piccoli momenti della mia vita che mi rendono felice. La vita è troppo breve per non divertirsi.