Come ricavare la data di nascita dal codice fiscale

Ricavare una data di nascita da un codice fiscale è assolutamente possibile. L’identificativo alfanumerico più comune in Italia permette di ricavare alcuni dati anagrafici. Mentre nome e cognome sono difficilmente individuabili, la data di nascita è, invece, certamente ottenibile.

Per riportarla, il codice fiscale utilizza appena cinque caratteri: quattro numeri separati da una lettera. Le prime due cifre identificano il giorno di nascita e il sesso del proprietario dell’identificativo, il carattere centrale specifica il mese e, infine, viene riportato l’anno di nascita.

Va ricordato che per estrare i dati anagrafici dal codice fiscale bisogna ricorre ad un particolare algoritmo comunemente definito codice fiscale inverso. Basta andare in internet per trovare molti siti gratuiti che permettono, appunto, di decodificare il codice fiscale in maniera del tutto automatica, semplicemente inserendo il codice fiscale da decodificare e premendo l’apposito bottone della decodifica. Nel corso di questo articolo imparerai in dettaglio come funziona questo algoritmo in modo da poter estrarre manualmente la data di nascita dal codice fiscale.

Il nostro compleanno identifica il nostro sesso: lo dice il codice fiscale inverso

Il giorno di nascita, in teoria, non dovrebbe aver bisogno di particolari spiegazioni, ma in realtà non è così. Le signore, infatti, sicuramente hanno notato che nel proprio codice fiscale non viene riportato il giorno della propria nascita, ma un numero apparentemente casuale. Non è una coincidenza.

Gli uomini, infatti, sul proprio codice fiscale riportano semplicemente il proprio giorno di nascita. Il signor Mario Rossi, nato il 1/1/1970, riporterà sul proprio identificativo RSSMRA 01. La signora Maria Rossi, nata nello stesso identico giorno, vanterà il codice RSSMRA 41.

Questo avviene perché il giorno di nascita ingloba anche il sesso del proprietario del codice fiscale. Infatti, le donne riportano una somma tra la data del lieto evento e una costante: quaranta. Perché proprio questa cifra?

La risposta, in realtà, è molto semplice: questa era la prima cifra disponibile per evitare casi di omocodia poiché i mesi sono composti di almeno trenta giorni. In questo modo ci si è tenuti fuori dal conteggio con una costante di sicurezza, che evitasse qualsiasi plausibile coincidenza.

Il mese di nascita? Una questione di lettere e corrispondenze.

La parte più complicata del calcolo della data di nascita a partire dal codice fiscale è quello legata al mese. Se, come vedremo, per il giorno e l’anno di nascita si tratta semplicemente di freddi numeri da analizzare, per i trenta giorni che coinvolgono il nostro compleanno è necessario scendere nel dettaglio e approfondire la relativa conversione in lettere.

Questa scelta è stata effettuata nel momento stesso in cui è stato coniato il codice fiscale in Italia. Era il 1973 e lo stato non riusciva a trovare un metodo univoco per individuare ogni singola persona residente sul suolo nazionale.

L’Agenzia delle Entrate è stata così costretta ad ideare un progetto divenuto poi disegno di legge nel settembre di quell’anno e volto ad identificare ogni persona giuridica. Nasceva, così, il codice fiscale come lo conosciamo oggi. I burocrati di Roma furono costretti, all’epoca, a trovare un modo rapido ed efficace per trascrivere interamente la nostra data di nascita.

Come funziona la corrispondenza tra il mese di nascita e la lettera sul codice fiscale?

Per quanto riguarda il mese, dunque, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di convertire ogni singolo mese in lettere:

  • Gennaio, il primo mese dell’anno, viene espresso con la lettera A;
  • Febbraio, il secondo, usa la B;
  • Marzo, il terzo, ha la C;
  • Con Aprile e Maggio, rispettivamente D ed E, si chiude il cerchio del rigoroso ordine alfabetico;
  • Abdicano F e G, per lasciare Giugno libero di essere occupato dalla lettera H;
  • Altro salto di tre lettere, I, J, K, prima di trovare una nuova corrispondenza: Luglio viene identificato, infatti, con la lettera L
  • Subito dopo Agosto, con la M e dopo aver schivato N e O, ecco Settembre con la lettera P. La Q è l’ultima lettera ad essere saltata;
  • Gli ultimi tre mesi dell’anno Ottobre, Novembre e Dicembre, si identificano rispettivamente con le lettere R, S e T. Vengono escluse tutte le lettere a seguire, vocali o consonanti che siano.

 

Ora che abbiamo una panoramica totale delle lettere usate per le corrispondenze con i mesi di nascita, nasce spontanea una domanda: come mai non si è deciso di seguire un rigoroso ordine alfabetico in rapporto diretto con la numerazione dei mesi?

La soluzione più immediata è che sono state escluse le lettere che possono riportare delle somiglianze grafiche con quelle già coinvolte, in maniera tale da limitare al massimo gli errori di trascrizione. Probabilmente, questa è l’ipotesi che regge di più, ma questa domanda non ha mai ricevuto una degna risposta.

L’anno di nascita: una questione di probabilità statistica

Infine, l’anno di nascita. Su questa questione c’è davvero poco da dire. Dall’identificativo vengono escluse le prime due cifre, e solo le ultime due vengono riportate all’interno del codice fiscale. Il 1972 diventa così 72, il 2002 si trasforma in uno 02. Il 1920 si riduce in un misero 20. Lo stesso processo, però, lo subisce il 2020. Le persone nate, dunque, a un secolo di distanza potrebbero avere lo stesso numero sul codice fiscale.

Un dato davvero poco preoccupante. I centenari, in Italia, sono appena 14.804, mentre i neonati sono circa 420.000 (dati Istat). La fila delle probabilità, ed il buonsenso, in questo frangente fanno propendere la bilancia.

 

Pertanto un uomo nato il 26 Ottobre del 1970 riporterà nel proprio codice fiscale 70R26. Visto come è semplice? Grazie al codice fiscale inverso possiamo facilmente ricavare da qualsiasi codice fiscale l’esatta data di nascita della persona a cui appartiene il codice stesso.