Entrare all'università è un momento di grande emozione, perché le aspettative sono molto alte e si intraprende un percorso che cambierà inevitabilmente la propria vita. Succede però di avere anche qualche incertezza, soprattutto quanto si è indecisi sul percorso da intraprendere. E quindi si commettono passi falsi che possono avere conseguenze anche negative, come il caso estremo dell’abbandono degli studi. Analizziamo i 3 errori tipici delle matricole con consigli su come poterli evitare.
Primo: farsi influenzare dagli altri
Nella scelta del corso di laurea spesso si intromettono altre persone ed è questo il primo tranello. I diplomati, poco orientati e messi sotto pressione da genitori, amici o fratelli, optano per corsi che non rispecchiano i loro desideri, come Medicina, Giurisprudenza e Economia solo perché "tradizionali" e ben inquadrati sugli sbocchi professionali. Un sondaggio evidenzia che il 20% segue il settore dei genitori, salendo al 38% in ambiti sanitari, mentre il 32,2% dei laureati ha almeno un genitore con titolo universitario, rafforzando questa eredità. Tale dinamica genera insoddisfazione: senza motivazione interna, la fatica degli esami diventa insostenibile, portando a un alto rischio di dropout. È essenziale invece privilegiare un ascolto personale, magari attraverso test di orientamento gratuiti disponibili online.
Secondo: ignorare le proprie attitudini
Il secondo errore, in qualche modo correlato al primo, consiste nell'ignorare le proprie predisposizioni e attitudini. Molti selezionano un corso basandosi su un titolo accattivante o su un'immagine idealizzata, trascurando il piano di studi effettivo. Ad esempio, chi punta a Psicologia potrebbe scoprire un eccesso di statistica, o Scienze Motorie troppa teoria anatomica, finendo spiazzato. Ricerche confermano che l'assenza di auto-valutazione porta a sorprese negative, con studenti che giudicano il percorso prematuro dopo pochi mesi. Per evitarlo, conviene esaminare schede ufficiali degli atenei, confrontare programmi e raccogliere opinioni di iscritti attuali, garantendo un match tra inclinazioni e contenuti reali.
Terzo: valutare male gli sbocchi professionali
Il terzo errore è non considerare tutti gli sbocchi professionali o considerarli come essenziali. In molti tendono purtroppo a snobbare questo punto, dandogli troppa poca importanza, ma essere lungimiranti e vagliare diverse ipotesi per il futuro si rivela utile sia nella scelta dei corsi di laurea triennale sia per il prosieguo del percorso di studi con la laurea magistrale. L’offerta formativa permette di vagliare numerose scelte, anche su corsi di laurea online come quelli di Unicusano che tengono conto delle richieste del mondo del lavoro più recenti. Dati AlmaLaurea mostrano che oltre il 30% dei neolaureati non sfrutta appieno le competenze acquisite o lavora senza necessità del titolo, un mismatch accentuato da scelte non professionalizzanti. Analizzare occupabilità e flessibilità dei percorsi previene delusioni post-laurea.
Conseguenze sull’università italiana
In Italia, per motivi legati a mancanze strutturali e strategiche in termini di orientamento e di dialogo università-mondo del lavoro, emergono dati preoccupanti su numero di laureati e abbandono. Secondo i dati recenti di AlmaLaurea, circa il 12% degli immatricolati triennali rinuncia già nel primo anno, mentre il 6,8% lascia del tutto e il 9,3% cambia ateneo o indirizzo. Eppure la laurea ha un enorme vantaggio in termini occupazionali: secondo i dati, il tasso di occupazione dei laureati è dell’88% con stipendi medi più alti. Il titolo è dunque necessario per poter aspirare non solo a carriere più stimolanti, ma per migliorare anche la situazione lavorativa e sociale nel nostro paese. Riducendo gli errori già a monte, la situazione potrebbe certamente migliorare