Il 13% degli uomini soffre di disfunzione erettile, ma il dato sale tra i giovani. In parallelo cresce il mercato degli integratori “sessuali” venduti senza ricetta sul web. Specialisti e divulgatori: «Molti prodotti hanno dosaggi sub-terapeutici, altri contengono sostanze a rischio. Serve informazione, non scorciatoie».

Tre milioni di uomini italiani convivono con un problema di cui non parlano. La disfunzione erettile — l’incapacità di ottenere o mantenere un’erezione sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente — colpisce circa il 13% della popolazione maschile adulta, secondo i dati epidemiologici riportati dalle principali fonti scientifiche italiane (Humanitas, SIAMS, AboutPharma). Una stima che equivale a un uomo adulto su otto.

Il dato, già di per sé rilevante, nasconde una distribuzione meno scontata di quanto si pensi. Se è vero che oltre i 70 anni la prevalenza arriva al 48%, è cresciuta anche tra gli under 40, fascia per cui le società scientifiche italiane registrano segnali preoccupanti. La Società Italiana di Andrologia (SIA) ha più volte sottolineato come il problema interessi sempre più anche giovani sotto i 35 anni, attribuendo l’aumento a una combinazione di sedentarietà, sindrome metabolica precoce, bassi livelli di testosterone, stress, ansia da prestazione e — fattore emergente — l’esposizione massiva alla pornografia digitale.

Il tabù che rallenta le diagnosi

Il problema non è solo medico, ma culturale. Secondo un rilevamento riportato da AboutPharma a fine 2025, solo un uomo su cinque si attiva tempestivamente ai primi sintomi. Sei su dieci dichiarano disagio nel parlarne con il medico: imbarazzo (33%), paura del giudizio (24%), difficoltà a trovare le parole (12%).

«Il problema più grosso è che la disfunzione erettile è spesso il primo segnale di qualcos’altro che non funziona — diabete iniziale, problemi cardiovascolari, ipogonadismo, sindrome metabolica», spiega Marco Lombardi, divulgatore di salute maschile e autore della guida indipendente Uomovitale.it. «Ignorarlo o nasconderlo significa perdere mesi o anni preziosi prima della diagnosi vera. Quando un uomo a 45 anni ha un’erezione difficoltosa, in molti casi è già il sistema cardiocircolatorio che sta dando segnali. Andare dall’andrologo non è una sconfitta: è prevenzione.»

Il mercato parallelo degli integratori online

Mentre la consultazione medica resta sottoutilizzata, cresce un mercato parallelo: gli integratori “sessuali” venduti online senza prescrizione. L’Italia, con un giro d’affari nutraceutico stimato a quasi 5 miliardi di euro nel 2025 (dati Iqvia/Unione Italiana Food), è il primo mercato europeo del settore. Le farmacie online da sole rappresentano il 51% del canale e-commerce, in crescita del 16,4% annuo.

Una fetta crescente di questo mercato è rappresentata da prodotti per la salute sessuale maschile: capsule a base di estratti vegetali — maca, tribulus, ginseng, l-arginina, citrullina, fieno greco, zinco — che promettono di “supportare” libido, erezione, vigore. Sono legali, accessibili, e non richiedono ricetta. Ma efficacia e sicurezza non sono garantite per tutti i prodotti in commercio.

«I prodotti seri esistono, ma rappresentano una minoranza», continua Lombardi. «Su Uomovitale.it analizziamo composizioni e dosaggi di decine di formule presenti sul mercato italiano, e in molti casi troviamo lo stesso problema: ingredienti potenzialmente utili sulla carta, ma in dosaggi troppo bassi rispetto a quelli usati negli studi clinici. È quello che chiamiamo il fenomeno delle “miscele proprietarie” — etichette che dichiarano dieci ingredienti senza specificarne la quantità individuale, lasciando al consumatore l’illusione di un prodotto completo che in realtà non raggiunge le soglie efficaci.»

La posizione degli specialisti

La Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) ha posizioni nette. Nelle sue raccomandazioni ufficiali si legge testualmente: «Raccomandiamo di non utilizzare nutraceutici per migliorare il desiderio maschile, la funzione erettile o il riflesso eiaculatorio» nei casi di disfunzione conclamata. La motivazione è che gli studi disponibili sono spesso condotti su prodotti eterogenei, con metodologie limitate e risultati non generalizzabili.

Esiste però un sottogruppo di sostanze con evidenze più consistenti. La SIAMS apre, ad esempio, all’uso della yohimbina in associazione a terapia sessuologica per disfunzioni a componente psicogena. Lo stesso Ministero della Salute italiano, però, ha vietato la commercializzazione della yohimbina come integratore alimentare per i suoi effetti collaterali potenzialmente seri: tachicardia, ipertensione, ansia, attacchi di panico nei soggetti predisposti.

«Ed è qui che si annida il rischio più subdolo», avverte Lombardi. «La yohimbina in Italia non è vendibile come integratore, ma circola lo stesso attraverso canali esteri, importazioni informali, prodotti che la dichiarano sotto altri nomi o non la dichiarano affatto. Chi la assume senza saperlo — magari perché ha comprato un prodotto “naturale” su un sito straniero — può ritrovarsi con valori pressori alle stelle. Per chi ha già problemi cardiovascolari sotto traccia, è una situazione da pronto soccorso.»

Cosa funziona davvero, secondo la letteratura

Tra le molecole con un’evidenza scientifica più solida nel supporto alla funzione erettile la letteratura italiana e internazionale converge su poche voci: L-arginina e L-citrullina (precursori dell’ossido nitrico, dosaggi efficaci nell’ordine dei 3-6 g/die), pycnogenol (estratto di pino marittimo, in alcune formulazioni in associazione con L-arginina), panax ginseng coreano (per disturbi a componente psicogena), zinco in caso di carenza documentata. La maggior parte delle formule più reclamizzate in pubblicità contiene questi ingredienti, ma in dosaggi spesso lontani da quelli usati negli studi.

«Il punto non è demonizzare gli integratori — alcuni hanno il loro ruolo, soprattutto come supporto in protocolli più ampi che includono cambiamenti dello stile di vita, attività fisica, gestione dello stress», precisa Lombardi. «Il punto è informarsi prima di comprare. Leggere l’etichetta, confrontare il dosaggio con quello degli studi, verificare il produttore, e — soprattutto — non saltare la visita medica. Un integratore non sostituisce mai una diagnosi. Se c’è una causa organica, va trovata e trattata; se la causa è psicologica, va affrontata con un sessuologo. Il fai-da-te basato su ciò che si legge nei forum porta nella stragrande maggioranza dei casi solo a perdere tempo e soldi.»

Tre regole pratiche per chi sta valutando un integratore

Le indicazioni che emergono dalla letteratura clinica italiana e dai medici specialisti convergono su pochi punti pratici:

  1. Prima di comprare qualunque cosa, prenotare una visita andrologica. Esami ormonali (testosterone totale e libero, SHBG, prolattina, LH/FSH) e cardiovascolari di base costano poco e dicono molto.
  2. Diffidare dei prodotti che promettono effetti immediati. Le sostanze attive con evidenze richiedono settimane di assunzione costante per avere effetti misurabili. Chi vende “una pillola e funziona stasera” probabilmente vende qualcosa di non dichiarato — sildenafil non autorizzato, yohimbina, sostanze cardio-attive.
  3. Verificare il produttore, non l’estetica del sito. Etichette trasparenti, dosaggi singoli dichiarati, sede del produttore verificabile, certificazioni GMP sono indicatori molto più affidabili di un design accattivante o di testimonial famosi.

«Sul mio sito cerchiamo di fare proprio questo lavoro: smontare le formulazioni, confrontarle con gli studi, dire cosa funziona davvero e cosa è marketing — dalle recensioni dei singoli prodotti alle guide sulle cause della disfunzione», conclude Lombardi. «Ma il primo passo deve sempre essere il medico. Gli integratori, quando hanno senso, vengono dopo — non al posto.»

Fonti: dati epidemiologici Humanitas, SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), SIA (Società Italiana di Andrologia), AboutPharma (rilevamento 2025), Iqvia, Unione Italiana Food, Wikipedia – riferimenti scientifici italiani sulla disfunzione erettile.

 

Di Alessandro Garoffi

Scrivo un blog sulle mie cose preferite e condivido i piccoli momenti della mia vita che mi rendono felice. La vita è troppo breve per non divertirsi.