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28.07.2010
INDIETRO SAVOIA / Internet, nonni e insulti anonimi da suburra: dove finiremo?


Molti anni fa Radio Radicale, di cui in questi giorni si parla per i contrasti tra Pannella e Bordin, suo storico direttore e oggi messo alla porta dal “patron”, aprì i microfoni agli ascoltatori completamente senza filtri. Chiamavano e lasciavano messaggi sulla segreteria telefonica che poi in automatico li mandava in onda. Nelle intenzioni della Radio doveva essere un esercizio di libertà d’espressione in un Paese così maleducato e retrivo anche in questo. Morale: smisero perché dopo un po’ arrivavano quasi soltanto insulti, e pesanti. Contro tutti, e senza alcuna articolazione concettuale del tipo “tu sei un coglione per questo e quest’altro motivo”. Insomma, idee e persone possono certo dispiacere ma non sono equivalenti al gusto - che so - per il gelato: mi piace il pistacchio, no a me il pistacchio fa schifo e voglio la stracciatella. Bene.

In questo blog, nell’autunno scorso in una delle prime rubriche di “Indietro Savoia” mi limitai a chiedere a chi insultava di motivare gli insulti, perché uno sfogo da suburra non rimanesse tale e servisse a qualcosa. E’ la differenza che ci può essere tra l’enuresi mattutina e l’onanismo: se ne può discutere, ma sono momenti differenti... che richiedono un atteggiamento diverso e una volontà responsabile che attiene a un bisogno distinto...

Nell’ultima rubrica dedicata a come vengono trattati gli anziani in questa stagione torrida, gli insulti e le offese del genere “simpatica suburra” sono straripati... Riepilogo il concetto, che dovrebbe interessare gli anziani di oggi e quelli di domani, cioè noi, qualunque età si abbia adesso. La politica, che dovrebbe concepire il futuro oltre che amministrare il presente, dei vecchi se ne frega nel modo più sconsolante. Non c’è mai stato da vent’anni, cioè da quando l’invecchiamento italiano e la frenata sempre più decisa nel far figli è diventato un dato mondiale (ce la battiamo con il Giappone in questa hit parade dell’età), un programma della politica, di Occhetto piuttosto che di Berlusconi, di Prodi piuttosto che di Berlusconi, di D’Alema e di Amato piuttosto che di Berlusconi, di Prodi piuttosto che di Berlusconi, che si sia posto teoricamente e praticamente la grande questione dell’invecchiamento della società italiana. E’ ovvio che l’altezza dei marciapiedi piuttosto che l’agibilità dei cassonetti o i caratteri in cui sono scritti gli orari dei bus ecc.ecc., fino ovviamente all’assistenza sanitaria, a quella logistica, famigliare, esistenziale in un Paese che ragiona solo di numeri truccandoli e non abbina l’aspettativa (quantitativa) di vita alla sua qualità, sono questioni da porre oggi, non domani quando magari sarà troppo tardi.

Figli e nipoti non riescono a sostenere il peso dei loro padri e nonni, la piramide è diventata insostenibile (cfr. il lavoro e la pensione) e qualunque studioso della materia socio demoscopica te lo dice con chiarezza da tempo. Eppure tutto ciò, riassunto da me in modo semiserio (gli anziani dirottati nelle auto ad aria condizionata “a palla” per non crepare di caldo... in un momento in cui Marchionne sta dando i numeri...) nel mio ultimo articolo, lungi dall’essere contestato ha raccolto quasi solo insulti senza motivazioni. E insulti come sapete per lo più anonimi, da nick name: è il bello di internet, si dice. Può essere, ricordando l’esperienza di Radio Radicale. Ma tutto questo dove ci porterà, visto che siamo già ridotti così? E uno specchio a casa proprio non ce l’avete?
 
notizie.tiscali.it, 27 luglio 2010
Postato da Oliviero Beha

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